Return on Ad Spend + ROAS di pareggio per performance marketing
Questo calcolatore determina il tuo ROAS (Return on Ad Spend) dividendo i ricavi generati per la spesa pubblicitaria. Calcola anche il ROAS di pareggio, ovvero il valore minimo affinché la tua campagna sia redditizia. In questo modo puoi valutare immediatamente se il tuo budget pubblicitario sta rendendo come dovrebbe.
Il ROAS (Return on Ad Spend) misura quanti euro di fatturato generi per ogni euro speso in pubblicità. Un ROAS di 4x significa €4 di ricavi per ogni €1 investito. Il problema è che il 4x viene citato ovunque come soglia magica — ma senza conoscere i tuoi margini, quel numero non ti dice se stai guadagnando o bruciando soldi.
La formula base è semplice: ROAS = Ricavi da ads ÷ Spesa pubblicitaria. Se hai speso €500 su Meta Ads e hai generato €2.000 di vendite, il tuo ROAS è 4x, ovvero il 400%. Ma se il tuo prodotto ha un costo del venduto (COGS) del 60%, stai trattenendo solo €800 su quei €2.000 — e dopo aver sottratto i €500 di ads, il profitto reale è €300. Margine netto del 15%, non del 300%.
Il break-even ROAS è il numero che conta davvero: il ROAS minimo sotto cui ogni euro speso in advertising genera perdite. Si calcola così: Break-even ROAS = 1 ÷ Margine lordo %. Con un margine del 40%, il tuo break-even è 2,5x. Con un margine del 25% — comune nell'e-commerce di prodotti fisici — il break-even sale a 4x. Spendere €1.000 con un ROAS di 3,8x su un margine del 25% significa perdere €50 per ogni giorno di campagna attiva.
Scenario 1 — piccolo seller su Meta Ads: spesa mensile €800, ricavi attribuiti €2.800, COGS al 55%. Il ROAS è 3,5x. Il break-even con margine 45% è 2,22x, quindi la campagna è in profitto. Il calcolo: €2.800 × 45% = €1.260 di margine lordo, meno €800 di ads = €460 di profitto pubblicitario. ROI sull'ads del 57,5%. Campagna da scalare, non ottimizzare.
Scenario 2 — brand in fase di scaling con Google Shopping: spesa mensile €8.000, ricavi €26.000, COGS al 68% (prodotto fisico con packaging, logistica, resi). Margine lordo 32%, break-even ROAS = 3,125x. ROAS ottenuto: 3,25x. Margine lordo generato: €8.320. Profitto dopo ads: €320. ROI dell'4%. La campagna sembra performante (ROAS sopra il break-even), ma sta di fatto lavorando per coprire le spese. Con resi al 5-8% — tipici nel fashion — quella campagna diventa negativa. È il caso in cui Madgicx o Triple Whale aiutano a segmentare i ricavi reali dai resi prima di prendere decisioni di budget.
Chi gestisce ads in autonomia — freelance, imprenditori, micro-agenzie — cade ripetutamente in tre trappole che rendono il ROAS misurato inutile o fuorviante.
Il CPM medio su Meta Ads in Europa occidentale è cresciuto del 18% tra il Q4 2024 e il Q1 2026, secondo i benchmark pubblici di AdEspresso. Per i prodotti con margini sotto il 30%, fare profitto con solo paid ads è diventato strutturalmente difficile senza un LTV (lifetime value) cliente che giustifichi un ROAS di acquisizione anche sotto il break-even al primo acquisto.
Il modello che funziona nel 2026 è ibrido: si accetta un ROAS di 1,5x–2x al primo acquisto per costruire una lista clienti, poi si lavora su email e retargeting per portare il ROAS cumulativo a 4x–6x nel corso di 90 giorni. Chi misura solo il ROAS della singola campagna senza tenere conto del valore nel tempo prende decisioni di budget sbagliate. Per chi vende su marketplace invece che su sito proprio, il calcolatore Etsy fees di simple-calculator.online aiuta a capire quanta parte del margine sparisce prima ancora di attivare le ads.
Il paid advertising funziona quando il margine lordo supera il 35%, il prodotto ha una domanda verificata (non si testa il product-market fit con le ads) e c'è un sistema di retention attivo. Sotto queste condizioni, scala. Senza, ogni euro speso accelera le perdite.
Dipende interamente dal margine lordo. Con margine al 50%, un ROAS di 3x genera profitto. Con margine al 20%, anche un ROAS di 6x può essere insufficiente. Non esiste una soglia universale: calcola prima il tuo break-even ROAS, poi valuta se le campagne lo superano.
Il ROAS misura il fatturato generato per ogni euro di ads, senza considerare i costi del prodotto. Il ROI misura il profitto netto rispetto all'investimento. Un ROAS di 4x con COGS al 70% genera un ROI negativo. Usare solo il ROAS senza calcolare il ROI è uno degli errori più comuni nelle piccole campagne.
Formula: 1 ÷ margine lordo in decimali. Se trattieni il 40% del prezzo di vendita dopo il COGS, il break-even ROAS è 1 ÷ 0,40 = 2,5x. Qualsiasi campagna con ROAS sopra quel valore è in profitto lordo; sotto, genera perdite anche con ricavi elevati.
Google Shopping tende ad avere ROAS più alti (spesso 5x–9x) perché intercetta domanda già espressa. Meta Ads lavora su domanda latente e tipicamente mostra ROAS di 2x–5x, ma con costi per acquisition più prevedibili in fase di testing. I benchmark variano molto per settore: nel beauty il ROAS medio Meta è circa 3,2x, nell'elettronica scende a 2,1x.
No, in modo sistematico. Meta e Google attribuiscono conversioni con finestre temporali diverse (7 giorni click su Meta, 30 giorni su Google) e si sovrappongono sugli stessi acquisti. Dal 2024, con le restrizioni ai cookie, l'over-reporting è stimato tra il 15% e il 35% rispetto alle conversioni reali misurate da strumenti come Triple Whale o da riconciliazione manuale con i dati ordini.
Inserisci la tua spesa pubblicitaria, i ricavi attribuiti e il margine nel calcolatore qui sopra per vedere subito il tuo break-even ROAS e capire se la campagna merita di essere scalata o fermata.